Il 1917 e la nascita delle Vie d’Italia
Nella “Relazione del Consiglio per l’esercizio 1916” che viene messa a disposizione dei soci sul numero di aprile 1917 della Rivista Mensile, la Direzione del Touring annuncia l’imminente nascita di una nuova rivista.
“Offriremo ai spoci, fra pochissimo, in abbonamento, un supplemento mensile della Rivista, facente corpo con essa, a condizioni semplici e pratiche. Sarà una pubblicazione interessante, campo di feconde discussioni, di propaganda istruttiva ed efficace. VI troveranno presentazione le innumerevoli cose che interessano l’industria del forestiero, i miglioramenti dei trasporti terrestri, lacuali e marittimi, le semplificazioni doganali, le organizzazioni delle città termali e delle spiagge, le organizzazioni professionali, di preparazione, di difesa [..] La Rivista sarà ilustrata [..] I consoci dovranno aiutarci colla loro collaborazione preziosa cosicchè quest’organo possa divenire autorevole voce nazionale” si legge a proposito.
Fin dal primo numero, “Le Vie d’Italia” si distingue per un sapiente equilibrio fra pubblicità, grafica e contenuto editoriale vero e proprio.
La pubblicità presente nei numeri del 1917 trova posto in copertina, controcopertina e recto di entrambe: cicli e motocicli Triumph, sidecar Frera, tende da campo, Grand Hotel Isotta di Genova e servizi di navigazione verso l’America. In contropartina, nei primi numeri, ricorre il manifesto del Cordial Campari disegnato da Adolfo Hohenstein.
Anche Marcello Dudovich contribuisce alle illustrazioni con diversi contributi.
Notevoli anche le firme ingaggiate fin da subito per i contributi, da Filippo Tajani a Raffelle Giolli, Augusto Setti, Camillo Oss Mazzurana.
Esperti, professori e tecnici cui affidare l’intento della rivista, quello di spaziare nella varietà degli argomenti e di essere un periodico di divulgazione incentrato sulla propaganda turistica per gli stranieri e in primis per gli italiani.