I beni immateriali: tradizioni, saperi e cibo
Dalla pietra delle zone campane interne alla pietra del mare, di nuovo. La Grotta Azzurra di Capri – meta imprescindibile di molti e molti turisti di passaggio per la Campania – fa da snodo per l’ultima tappa del viaggio, alla ricerca di quel patrimonio culturale immateriale – saperi, tradizioni, folklore, cibo – che è altrettanto doveroso tutelare e valorizzare.
Proviene dal mare la tradizione, a Palinuro, di indire periodicamente delle processioni in ringraziamento ai pescatori. Questa e molte altre tradizioni e saperi artigiani sono documentate da fotografie e altri materiali prodotti dal Touring e conservati in Archivio.
Molta attenzione è sempre stata dedicata dal Touring al cibo, inteso come espressione di identità e patrimonio immateriale da conoscere, promuovere e valorizzare. Una cartolina di inizio Novecento fissa, in una scena di genere, la tradizione napoletana dei maccheroni.
Si sofferma a lungo sulla pasta quale elemento fondamentale per la cucina napoletana anche la Guida Gastronomica d’Italia del 1931, il primo volume dedicato dal Touring al cibo e alle eccellenze enogastronomiche del territorio italiano.
Diversamente da “La scienza in cucina” di Pellegrino Artusi, che a partire dal 1891 aveva avviato un censimento delle ricette tradizionali in tutta la penisola, la guida Touring spostò invece l’attenzione sui prodotti alimentari alla base delle ricette, creando un inventario complementare e parimenti interessante.
L’edizione della guida del 1969 introduce, in aggiunta ad una descrizione approfondita ed estesa come nel volume del 1931, anche un sintetico schema che riepiloga le specialità locali di ogni regione città per città, zona per zona. Uno strumento utile per avere subito un colpo d’occhio su cosa, del patrimonio immateriale di cui il cibo è testimonianza sempre viva e pulsante, poter assaggiare.