Cartoline “poco cartolina”: il volto delle città
Delle città le cartoline non mettono in luce soltanto monumenti principali e scorci più classici, “da cartolina” appunto. In alcuni casi, anzi, le città rivelano un volto inedito, molto lontano dai clichè e da una riconoscibilità immediata.
Si trovano allora cartoline di una Bari illuminata dalle insegne di alberghi, pasticcerie e locali, popolata da gente di passaggio che sfugge alla pellicola e suggerisce l’immagine di una città in corsa, piena di vita.
Anche questa cartolina di Lecce fugge dal clichè della città dal barocco sfavillante, prediligendo uno scatto che mette in risalto la storia millenaria della cttà. Piazza Sant’Oronzo di questa storia si fa icona, mettendo in dialogo vestigia romane, elementi barocchi e architettura razionalista, con il Palazzo dell’Ina che funge da moderna quinta architettonica e cinge la piazza su se stessa.
Anche fra le cartoline relative alla città di Taranto se ne trovano alcune che della cartolina turistica patinata hanno ben poco. Della città si promuove un’immagine in movimento, brulicante, di persone, macchine e autobus che si muovono lungo le strade – evidenziando una dimensione quotidiana della città, prima ancora che turistica.
Altre cartoline si soffermano, invece, sulle architetture – quelle eleganti, del centro, con profili sinuosi e un gioco di linee ad effetto e quelle funzionali che raccontano di un momento storico ben preciso, la stagione del piano INA-Casa voluto dallo Stato per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica nel primo dopoguerra, a beneficio delle famiglie con basso reddito.
Su un binario parallelo a quello della fotografia ufficiale e delle stampe d’autore, la cartolina non è da meno quindi per efficacia nella descrizione di luoghi e territori e molto spesso aggiunge, a questa rappresentazione, un significativo emotivo e assolutamente personale che si esplicita nelle poche righe che qualcuno, prima di incollare il francobollo e imbucare, ha scritto al verso pensando ad un’altra persona.