Ricostruzioni – l’Italia del secondo dopoguerra
Al termine del secondo conflitto mondiale, una nuova fase di ripartenza caratterizza l’Italia, con un nuovo bagaglio di storie che dimostrano coraggio e resilienza per riuscire a riemergere dalle macerie della guerra. Subito nel maggio del 1946 – pochi mesi dopo la ripresa della pubblicazione delle Vie d’Italia che si era interrotta nel 1943 a causa della guerra – un articolo intitolato “Cassino risorge” descrive il lento rinascere della città dopo la distruzione causata dalla guerra.
Anche in campo economico e culturale, il 1946 registra segnali di ripartenza incoraggianti. Un articolo pubblicato nel numero di maggio descrive, con slancio e partecipazione, il “miracolo” della ripartenza delle ciminiere a Piombino, rimaste tutte quasi completamente distrutte dopo i bombardamenti del 10 e del 18 gennaio 1944.
A Roma, il Museo delle Terme di Diocleziano riprende ad accogliere i visitatori, dando un segnale forte di ripresa dopo una chiusura durata 6 anni, avendo il Museo chiuso i battenti all’entrata in guerra dell’Italia nel giugno del 1940.
Seguiranno, negli anni successivi, ulteriori riaperture di luoghi della cultura e musei, anche se ancora nel 1949 un’inchiesta pubblicata sulla rivista del Touring denuncia come molti musei stiano ancora recuperando le forze e riparando i danni, in attesa di poter riaccogliere il pubblico.